Climatizzatore: come utilizzarlo al meglio per massimizzarne i benefici

Climatizzatore? No, non fa ammalare. Anzi, aiuta a prevenire i danni alla salute provocati dal caldo. Ma ci sono alcune regole precise da seguire.

Climatizzatore sì. Climatizzatore no…

C’è chi afferma che sia in atto un forte cambiamento climatico e che le elevate temperature e l’umidità al di sopra dei valori usuali ne siano la ovvia conseguenza, mettendo a dura prova la salute. Anche quest’anno, infatti, al fine di monitorare il problema, è stato attivato il “Sistema Nazionale di sorveglianza, previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione”, promosso dal Dipartimento della Protezione Civile.

E le nostre abitazioni? Siamo sicuri che il loro microclima sia veramente al riparo? Non sempre, in realtà. Soprattutto se i locali sono esposti a sud o sud-ovest, poco areati e con tetti e solai non ben isolati. Tutte circostanze che, molto spesso, possono determinare una temperatura dentro casa addirittura più elevata di quella esterna, con effetti dannosi per la salute.

Come difendersi dal caldo?

Il primo passo per affrontare in sicurezza l’afa estiva è, senza dubbio, quello di migliorare il clima negli ambienti interni, ricorrendo all’utilizzo del climatizzatore, contrariamente al preconcetto ancora oggi molto diffuso secondo il quale l’aria condizionata non sia salutare. Preconcetto smentito dal professor Fabrizio Pregliasco, del Dipartimento di Sanità Pubblica, Microbiologia, Virologia dell’Università degli Studi di Milano secondo il quale il condizionatore, invece, aiuterebbe a ridurre la frequenza di effetti negativi sulla salute dovuti al caldo, garantendo condizioni di benessere con il minimo impegno del sistema di termoregolazione dell’organismo. Emettendo in casa aria fresca e pulita, infatti, si crea un microclima interno che migliora la respirazione, a tutto vantaggio dei polmoni.

Attenzione! I benefici che si possono trarre dal condizionatore possono essere tali solo se si rispettano alcune regole di utilizzo e di manutenzione.

Innanzitutto, il climatizzatore va regolato in modo tale che lo sbalzo termico fra l’ambiente domestico e quello esterno non superi mai i 6 gradi di differenza. Con un divario troppo alto, nel momento in cui si entra in casa, l’aria fredda inspirata dopo quella calda può rivelarsi irritante e provocare una diminuzione della vascolarizzazione delle mucose respiratorie, nonché una sorta di blocco del sistema naturale di difesa locale delle vie respiratorie. Ecco così che i virus e i batteri presenti nell’ambiente esterno trovano via libera, causando raffreddori, faringiti, bronchiti e altre malattie respiratorie. Ma non solo. Il passaggio al freddo può anche scatenare mal di testa, mal di schiena e torcicollo.

Ultimo accorgimento: non puntarsi addosso il flusso d’aria fredda, ma tenerlo almeno due metri di distanza dalla zona della stanza in cui si spende più tempo. Infine, visto che durante il sonno la temperatura corporea diminuisce, sarebbe meglio impostare il climatizzatore su una temperatura non troppo bassa. O, meglio ancora, utilizzare la corrispondente funzione notturna. In questo modo, l’apparecchio non solo funziona più silenziosamente ma, a intervalli definiti, regola automaticamente la temperatura mantenendo ottimale il rapporto tra quella della stanza e quella corporea.

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